3 consigli per liberarsi dal male assoluto: l’avere obiettivi

Qual è il tuo obiettivo?

Io ne ho davvero pochi. Forse ne ho soltanto uno. Ma non mi va di scriverne.

Ma ti ripeto la domanda: qual è il tuo obiettivo?

E soprattutto: perché hai degli obiettivi? Chi te li ha inculcati? Perché proprio quelli? Te lo sei mai chiesto?

Avere obiettivi tangibili e misurabili (di questi obiettivi sto parlando eh) è una delle più grandi truffe in cui siamo cascati tutti noi come dei cretini.

Ed è un vero e proprio vizio. Spesso non avere obiettivi, per le persone, si traduce in inettitudine, in mancanza di stimoli, in senso di perdita. E questo è il vero dramma della società occidentale. Per me, sia chiaro.

Mi spiego meglio.

Lo zen e il tiro con l’arco

Il mio viaggio verso il non avere obiettivi partì con un piccolo romanzo che mai, prima di quel giorno, mi aveva incuriosito: Lo zen e il tiro con l’arco.

Io leggo molti libri, ma quelli che mi emozionano parlano più o meno sempre delle stesse cose: marginalità sociale, periferia dell’anima, botte, mazzate, sostanze, smarrimento, no future baby ecc ecc.

Eppure, ogni tanto, spesso d’estate (non so perché) mi capita di leggere libri morbidi, levigati, quasi di matrice spirituale. Te ne elenco due: La Saggezza del Mare di Bjorn Larsson e Lo Zen e il Tiro con l’Arco di Eugen Herrigel. Quest’ultimo è proprio il libro di cui voglio parlarti.

In sostanza, un professore tedesco di filosofia si ritrova in Giappone e viene indottrinato a una disciplina zen molto particolare, il tiro con l’arco per l’appunto. Inizia così un percorso che al professore non insegnerà soltanto a tirare con l’arco ma, al contrario, gli cambierà totalmente la prospettiva degli elementi portanti di quest’ultimo e, quindi della sua esistenza sulla Terra. Cos’è davvero un arco? Cos’è una freccia? Dov’è e cosa rappresenta il mio bersaglio.

Insomma, leggetelo! Sono pochissime pagine, ci mettete un giorno e a me, personalmente, ha cambiato la prospettiva al 100%.

“Tensione senza intenzione”

Eccola la frase che mi ha stravolto!

Alle volte, molto raramente, si leggono (o guardano o ascoltano) cose che ti fanno fermare e ti fanno dire ad alta voce: ma questo che cazzo ha scritto? 

Ecco, letta quella frase io così dissi: ma questo che cazzo ha scritto? 

Se ci pensi è una piccola frase che però ribalta uno dei grandi assiomi della nostra esistenza: avere degli obiettivi e cercare di raggiungerli in maniera rilassata tanto se hai un obiettivo hai tutto, no?

Ci dicono, da sempre, di restare tranquilli se si ha un obiettivo tangibile e misurabile. Che il tempo ci darà ragione se si ha un obiettivo. Questo approccio spesso porta a bramare e non a  obiettivi funzionali. Di cosa sto parlando? Cose del tipo voglio diventare ricco. Voglio quella macchina là. Voglio che la mia azienda fatturi 5 miliardi di euro ecc ecc ecc ecc.

Questo libricino dice tutto il contrario.

Sii teso, sempre, mentre fai quello che la tua anima sente l’urgenza di fare – teso come la corda di un arco – e non guardare il tuo bersaglio. Il tuo bersaglio non esiste. Esiste solo ed esclusivamente la delicatezza di saper tendere perfettamente la corda dell’arco. Quando la corda sarà tesa al punto giusto la mano la lascerà automaticamente e la tua freccia scoccherà perfetta verso il centro.

Passai molto tempo a riflettere su questo concetto, e a come potessi aiutarmi. Quindi, ecco tre miei umili consigli figli di quel periodo di riflessione.

(OGGI, LO AMMETTO, SONO ANCORA A RACCOGLIERE DA TERRA ALCUNI MIEI PEZZI. NON POSSO DIRE IL CONTRARIO. 100 PAGINE NON TI SALVANO DAI TUOI DEMONI. MA HA AIUTATO AD ALLONTANARNE ALCUNI).

  • Stai da solo

La maggior parte dei valori della società non li condivido. Non mi appartengono. Le persone, per la maggior parte, non mi piacciono. Quando sono da solo ricarico le pile necessarie alla messa in scena. Questo non vuol dire che io sia falso con gli altri, tutt’altro, ma sono consapevole di indossare una maschera, come te e come tutti voi! E se non credi di indossare una maschera allora è la maschera che sta indossando la tua faccia. E questo è preoccupante. 

C’è stato un momento in cui credevo davvero di avere un obiettivo: fare l’imprenditore e fare carriera come marketer. Non era vero. Mi sforzavo di sentirmi così solo perché gli altri erano riusciti a farmi sentire così. Non ero io. E questo l’ho capito allontanandomi da loro. Prendendomi delle pause dalla società. Stare da soli è l’occasione migliore per rispondere alla domanda più importante di tutte: io chi sono? 

Perché, credimi, se capisci chi sei sai anche cosa vuoi. 

E se sai cosa vuoi (sul serio) non sarà mai qualcosa che costa ma qualcosa che conta.

A me piace molto il mio lavoro, sia chiaro. Ma di certo non mi pongo più l’obiettivo di essere il miglior marketer del mondo. Non è per forza sbagliato. Semplicemente non fa per me. Non sono io.

Stare sempre in mezzo agli altri, non darmi mai lunghe pause da solo, non mi avrebbe permesso di capire chi sono (ma l’ho davvero capito? qui poi entriamo ancora in un altro discorso). Io non voglio essere distratto dalla solitudine. Per quanto mi riguarda, è tutto quello che ho.

  • Sei tu il protagonista del film, e non è un film per bambini

Consiglio numero due: ricordati che il protagonista del tuo film sei tu.

Non ci stanno cazzi, hanno scelto te per questo ruolo e alla fine magari non ci vincerai un oscar, ma almeno vivilo appieno.

Il tuo film, quello di cui sei protagonista, mi dispiace dirtelo, non è un cartone animato né un film per bambini. Sarà forse uno Scorsese o un Tarantino. Al massimo potrà essere un Fellini, non di più.

Se si sta trasformando in un film della Marvel allora ti consiglio di rivedere la sceneggiatura.

Questo, in relazione alla questione no-obiettivi, come si colloca precisamente?

Semplice: non commettere l’usuale l’errore di darti gli obiettivi che invece ti hanno appiccicato addosso gli altri! 

Primi su tutti i genitori. Ma anche gli amici, i colleghi. I social media.

A un certo punto diventiamo la loro spugna.

Introiettiamo le loro frustrazioni, che si trasformano in volontà di accettazione, di compiacimento. A me è capitato. Davvero, è capitato tante volte. E probabilmente capiterà ancora. Non lasciare che capiti, amico mio. Provaci. 

  • Non sei importante, il mondo potrebbe andare avanti anche senza le tue cazzate

Mettiamo le cose in chiaro: tu non sei nessuno. Non sei importante. Il mondo andrebbe avanti anche senza di te. Per millenni sei stato morto e a nessuno è fregato qualcosa. E quando morirai, dopo qualche anno, sarai dimenticato. E il mondo sarà una bella merda felice anche senza il tuo post su Instagram, senza i tuoi soldi, senza la tua faccia e la tua maschera.

Questo è davvero liberatorio! 

Perché non provare, quindi, a essere chi sei mentre sei qui? 

Liberati dalle agonie della pesantezza. Nulla è così importante da farti dimenticare chi sei. L’accettazione di qualcuno, il numero dei mi piace, non contano niente se non stai facendo quello che dovresti fare davvero. 

La messa in scena non è più importante della sceneggiatura. Sono solo due cose diverse. Eppure sulla sceneggiatura hai molto più potere, perché banalmente non puoi prevedere il comportamento degli altri attori del film.

Consiglio Bonus: i soldi non sono un obiettivo

Dire che il tuo obiettivo è fare soldi non significa assolutamente niente. Fare soldi non è un obiettivo, è bramosità. Avere, soltanto avere, è bramosità, non ha niente a che fare con gli obiettivi.

Magari, se trovi la cosa che ti fa bruciare l’anima (ed è già complesso) e impari a tendere per bene la corda dell’arco, chiudi gli occhi, e immagini di non avere un bersaglio, allora lì, FORSE, riuscirai a raggiungere qualcosa. Ma almeno ti sarai goduto il momento della tensione. 

 

 

 

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