l'inferno è dietro l'angolo

Il mio nuovo romanzo non potrò farlo leggere a mia madre

Il mio nuovo romanzo si chiamerà “L’inferno è dietro l’angolo”. Credo. Cioè, a me così piacerebbe che si chiamasse e spero che la casa editrice, Homo Scrivens, mi darà l’ok a breve.

Il romanzo ha questo titolo così rassicurante perché parla del fatto, molto comune penso, che delle volte l’inferno è davvero a un passo da noi. Ora, ci sono vite tendenti alle fiamme infernali e vite tendenti ai campi fioriti. Il personaggio del mio romanzo va più verso la prima direzione.

Di cosa parla L’inferno è dietro l’angolo?

In soldoni, questa è la storia di un tipo in una fase discendente della sua vita.

Un tempo faceva lo scrittore e ora è sceneggiatore per una insulsa soap opera dal nome “L’amore è una cosa bellissima”. Il tizio negli ultimi anni ha perso tutto: fama, dignità, soldi, e soprattutto la sua famiglia. Ha, infatti, una ex moglie e una figlia: Linda e Adri.

Depresso, in cura da una psicologa, alcolizzato e bipolare, dopo una serata in un bar finisce a 130 orari in un muro. Tutti credono abbia tentato il suicidio invece è solo un cretino che guida ubriaco nella notte.

Di conseguenza ex moglie e figlia si riavvicinano a lui intenerite dal suo tentato suicidio. E lì il colpo di genio: chi me lo fa fare di dire che in realtà non volevo suicidarmi?

Sembra tutto bello e tutto facile, ma in realtà è proprio da quel momento che comincerà una fase autodistruttiva che peggiorerà drasticamente la sua posizione.

Come nasce L’Inferno è dietro l’angolo?

Immagina milioni di secchiate di merda da tutti i palazzi del mondo. E l’obiettivo sei proprio tu!

Così mi sentivo, più o meno, quando cominciai a scrivere questo romanzo. 

Non scrivevo più, ero immerso nel lavoro, ero confuso, non attento, impacciato.

Una persona mi disse: “Per riappropriarti di te stesso devi metterti a scrivere. E’ l’unico modo che conosci.” 

Pensai: “Sì, non ha torto.” 

E un giorno d’agosto aprii Word e il foglio bianco e feci scivolare le dita sulla tastiera, senza pensare a cosa ne sarebbe uscito.

Fu il gesto più naturale del mondo.

Se sei un giovanissimo scrittore alle prime armi, in ogni caso, non ti consiglio di approcciarti in questo modo a un romanzo.

Ma va be, per me invece con questa storia è andata così.

Quando dopo una quindicina di pagine lo proposi al mio editore lui mi chiese: Ma di cosa parla? Cosa vuoi raccontare con questa storia? 

Ora che l’ho finito ho preso completamente consapevolezza del fatto che L’inferno è dietro l’angolo racconta di quando ti svegli la mattina, ti lavi, ti vesti, esci, vai a lavoro, ma in realtà non sai dove cazzo stai andando.

Ti lascio un brevissimo estratto giusto per:

 

“Il sole è alto e picchia forte sulla mia testa. Chiudo gli occhi, vorrei sospirare ma è come se tutta l’aria si fermasse all’altezza del mento. Ti senti scoppiare, vorresti urlare, ma questa società non l’accetta, tutti voialtri non l’accettate se uno stronzo come me dopo aver passato quello che ha passato prende e si mette a urlare. Che poi urli, ti guardano strano e non ti succede niente. E capisci che il problema è che alle volte in questo viaggio con troppo traffico io ho pure urlato fino a farmi uscire il sangue dalla gola e fino a vomitare merda ma tutti mi hanno soltanto guardato male e si sono girati dall’altra parte. E hanno sorriso. Egoisti di merda. Tutti quanti. Per un giorno soltanto un solo giorno vorrei che foste tutti quanti al mio posto. Tutto il mondo intendo, sì. Tutti al mio posto. Alcuni in compagnia dei miei pensieri non reggerebbero manco 60 minuti d’orologio. È una splendida giornata di sole ma il mare è lontano. E comincia a fare troppo caldo per non bere qualcosa.”

 

Sul mio primo romanzo

Come scritto nella pagina “Pubblicazioni” di questo blog, uscii nel 2018 con il mio romanzo, La Giovinezza Al Tempo Degli Orsi. 

Un romanzo che raccontava la complessità del passaggio da adolescente a quasi adulto, in un mondo che va più veloce rispetto a quanto riescano a correre le nostre gambe e i nostri cuori.

Io il passaggio lo sentii tutto, anche perché fu un periodo piuttosto devastante dal punto di vista personale.

La Giovinezza Al Tempo Degli Orsi è un romanzo scritto da un giovane (avevo 24 anni quando cominciai a scriverlo) per i giovani. La maggior parte degli acquirenti erano madri con figli/e adolescenti. Ne fui felice, devo essere onesto.

Ha avuto una ristampa e per essere un romanzo d’esordio, con stile acerbo e tutto il resto, tutto sommato fui e sono soddisfatto. 

La Giovinezza Al Tempo degli Orsi alla Feltrinelli di Piazza Dei Martiri, a Napoli.

Sul sanguinamento

“Non ci vuole niente a scrivere. Tutto ciò che devi fare è sederti alla macchina da scrivere e sanguinare.”

Lo diceva Hemingway, uno dei miei miti. Hemingway mi piaceva perché era essenziale nella scrittura e complesso nella vita. In ogni caso questa è una conclusione. Non ci voglio mettere niente, semplicemente mi piaceva “Sul sanguinamento”.

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Grazie per la risposta. ✨

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